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Wednesday, 1 January 2014

Piggy New Year!

Dear readers happy new year!

It is a tradition in Austria to give for new year´s eve good luck charms such as piggies, horse shoes, dice, coins, shamrocks, mushrooms, and so on. Big or small, flat or 3D, plastic or wood, nice or kitsch, everyone gets one! 

This year I decided to reinvent this concept in within our family and made edible lucky charms… pizza piglets to have as an alternative yet yummy new year´s eve dinner. I know just how boring it can be to come up with a good feast menu, then go to the supermarket, buy all you need, systematically forgetting something, then go back, search for the recipe, start cooking hours in advance, begin sweating in front of the oven, don´t have enough time to change and get ready properly, ending up exhausted, looking like you got sunburned, and not being able to enjoy the food. So…… I just realised we all love pizza, especially home-made pizza and how easy it actually is to make so…. piggy pizza it was. Great result with very little effort! Everyone loved it!


Here is the recipe. Creativity will do the rest!

Enjoy,
Martina





Saturday, 12 October 2013

La pinza triestina

Con il dolce di oggi vi voglio portare "on the road" nella città in cui sono cresciuta, Trieste e per questo motivo scriverò solo in italiano (spero non me ne vogliate).
La pinza è da sempre un pan dolce lievitato tipico della tradizione triestina, assieme a putiza e presnitz. Gli ingredienti sono semplici, di origine contadina, seppur la preparazione non sia altrettanto spiccia. A mio parere, per la pinza ci vogliono delle mani impastatrici esperte, che nel caso di questo dolce non possono essere assolutamente sostituite da mixer ed elettrodomestici. Nella mia famiglia queste mani sono quelle del nonno e della mamma, ed a breve spero anche le mie. Noi tutti siamo grandi amanti e divoratori di pinza, sia quella di pasticceria che quella fatta in casa e c´è chi la mangia inzuppata nel latte, chi con la Nutella, col prosciutto cotto e chi al naturale, prediligendo la parte più o meno cotta, o i tagli gialli dove l´uovo in cottura si addensa.


Al contrario del resto d´Italia, la pinza a Trieste non viene consumata solo durante le festività natalizie o pasquali, ma anche durante tutto il resto dell´anno e questo a noi piace. Io comunque la prediligo come dolce autunnale da accompagnare ad un tè caldo o una cioccolata. Tra l´altro pubblico questo post giusto in tempo per augurare a tutti buona Barcolana!


La ricetta? Io ne seguo una presa da un libretto fantastico e mezzo sfasciato da numerose consultazioni dal 1972, che ho ricevuto da mia mamma: "Ricette antiche e moderne di Trieste, dell´Istria, della Dalmazia" di Iolanda De Vonderweid. In questo libro sono raccolte moltissime altre ricette di questa zona, la cui composizione, affidata in passato alla tradizione orale, rischiava di venir dimenticata e perduta per sempre. "E - come dicono Luciano Colangeli e Gianfranco Viatori dell´Accademia Italiana della Cucina - sarebbe stato un peccato, non solo perché la cucina rappresenta una componente fondamentale della storia e della civiltà di una terra e delle sua gente, ma anche perché si tratta di cibi estremamente gustosi, in grado di allietare e addirittura di ridare un significato alle nostre mense." Io sono d´accordissimo!


Ingredienti:
1 kg. farina
10 uova
10 gr. di sale
300 gr. zucchero
120 gr. di burro
vaniglia
100 gr. di lievito
buccia di limone e d´arancia
acqua quanto basta

Procedimento:
Far sciogliere il lievito in una tazza con un cucchiaino di zucchero, poca farina e latte tiepido. Lasciar lievitare. Preparare intanto gli ingredienti nel seguente modo: sciogliere il burro, grattugiare la buccia di 1 limone e di 1 arancia e mescolare il tutto in una terrina, cominciando dai tuorli con lo zucchero, aggiungendo un pizzico di sale e tutto il resto. Lavorare a lungo l'impasto con un cucchiaio di legno, lasciar lievitare in luogo caldo coperto con un panno di lana. Riversare dopo mezz'ora o più (quando si è alzato) sul tavolo, lavorare per 1 ora con le mani, infarinando via, via. Provare poi ad infilare un dito nella pasta: se non torna su subito, aggiungete acqua tiepida. Alla fine, la pasta deve risultare liscia e non appiccicosa.  Formare con questa 2 o 3 pinze, lievitarle al caldo, coperte, ungerle poi con tuorlo d'uovo e, con le forbici, fare su ognuna tre tagli a stella.  Metterle una alla volta nel forno non troppo caldo per circa 50 minuti. Far raffreddare e gustare!


Per finire vi voglio lasciare con una poesia di Umberto Saba dalla raccolta "Trieste e una donna", la più bella dedicata alla nostra città. La città che amo e che odio, che voglio lasciare ma che mi manca, che è dolce e amara, giovane e vecchia, che muore e vive, malinconica e gioiosa, immobile e dinamica, tra le onde e il vento che accarezzano la sua "scontrosa grazia". Ah si ecco la poesia:

"Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un'erta,

popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.

Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,                                              

è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi

per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva."
Ciao ciao 
Martina




Sunday, 30 June 2013

Focaccia doesn't mean ugly seal!

Have you ever heard of focaccia? It's an Italian type of bread which translated literally means ugly seal, but it actually doesn't have anything to do with this funny animal. 


Focaccia is very popular in Italy as its dough is very similar to the one of pizza. Since it's usually topped with "dry" ingredients such as herbs, olives, or onions, instead of with tomato sauce and mozzarella, olive oil is generously spread over the dough to preserve the moisture. Also a common thing to do is to dot it, either with a fork or with fingers, in order for the dough to soak the oil. 


I made this week the version with herbs and salt and want to share the recipe with you.

Ingredients
400 ml. water
15 gr. salt
12 gr. yeast
2 spoons of sugar 
600 gr. flour
100 ml. olive oil
mixed herbs: sage, rosemarin, basil, oregano, etc.


Procedure
Put in a bowl the yeast and the sugar and stir with 20 ml. of water until melted. In the remaining water melt the salt and add the oil. Put the flour in your mixer and add the fluid mixtures. Mix for about 5 minutes or until you have a homogeneous but sticky dough (if you prefer you can work with your hands). On an oven tray pour some oil and place your dough ball in the middle. Put the tray in the oven without turning it on (this is very important!) and let the dough rise for about an hour. As soon as it has doubled its size you can start giving it the right shape by spreading it with your hands and some oil. Make sure to leave fingerprints or to dot it with a fork. Then let it rise for 10 more minutes. Now heat your oven at 200• C and in the mean time add the herbs, salt, and oil that is left over. Spray over your focaccia some water; it's important to crate a humid environment to keep the dough soft. If necessary spread more water whilst the focaccia bakes for 15 minutes. When golden-brown it is ready. Let it cool down and then enjoy a bite of Italy!
Enjoy
Martina



Tiny Hand With Heart